Osservare le relazioni familiari: il dipinto di Édgar Degas “Famiglia Bellelli”

ll soggetto “Famiglia” è presente in numerose opere artistiche, con caratteristiche differenti a seconda dell’epoca storica e delle vicissitudini personali in cui è vissuto l’artista. La sua raffigurazione può offrire alcuni spunti di riflessione sugli aspetti relazionali e affettivi che legano i membri di cui è composta.

Tra le molte rappresentazioni figurative vi propongo un’opera di metà Ottocento, la Famiglia Bellelli (1858-1869) di Édgar Degas, nella quale il pittore francese ritrae un momento della storia della famiglia della zia paterna.

Come si può vedere nel dipinto sono raffigurate, oltre alla zia paterna, Laure Degas, il marito, barone napoletano Gennaro Bellelli, e le figlie Giulia (7 anni) e Giovanna (10 anni).

Nella raffigurazione Degas è attento a far balzare agli occhi dell’osservatore il clima emotivo di tensione familiare nel quale sono immersi i personaggi. Infatti, osservando i particolari delle rappresentazioni dei gesti, degli sguardi e del reciproco posizionamento dei familiari, è possibile cogliere importanti aspetti relazionali e affettivi.

Dipinto-famiglia-BellelliIl marito, Gennaro Bellelli, seduto su una poltrona, dà le spalle alla scena ed è rappresentato di profilo. L’uomo sembra distogliere l’attenzione dalle carte che si trovano sul tavolo adiacente per dirigerla verso la figlia minore, Giulia. Quest’ultima è posizionata al centro del dipinto: precariamente seduta sulla sedia con una gamba sollevata e l’altra appoggiata a terra e le braccia sui fianchi. La bambina mostra un atteggiamento giocoso e libero con lo sguardo diretto al cane riprodotto in parte vicino alla cornice del quadro in basso a destra.

La moglie, Laure Degas, è raffigurata in piedi e con aria severa, pur essendo rivolta verso il marito non lo guarda. Il clima di disarmonia tra i coniugi sembra essere rinforzato dal gesto della donna di attrarre a sé in modo possessivo le figlie, soprattutto la maggiore Giovanna sulla cui spalla posa una mano. Giovanna è l’unico personaggio del dipinto a guardare direttamente l’osservatore o il pittore. Anche l’altra figlia è ritratta più fisicamente vicina alla madre, pur essendo contemporaneamente e in qualche modo connessa al padre.

Le dimensioni considerevoli del dipinto (cm 200 x 250), unitamente al ricorso a prospettive aperte e all’uso moderato dei colori rispetto ai quali predominano il blu, il nero e il bianco, rimandano un clima di tensione e un vissuto di solitudine dei personaggi. Va precisato che Degas nel dipinto ritrasse un momento particolarmente delicato della vita dei parenti italiani. Infatti, lo zio Bellelli, impegnato sul fronte politico nella lotta per l’indipendenza dell’Italia, in quel periodo si trovava in esilio a Firenze. La sofferenza legata a questo evento ha avuto importanti ricadute sulla famiglia.

Inoltre, in quel periodo la famiglia era ancora in lutto per la morte avvenuta poco tempo prima di Hilaire Degas, il nonno del pittore e padre della baronessa Bellelli. Il ritratto del nonno è incorniciato alle spalle di Giulia. I vestiti a lutto dei personaggi femminili testimoniano la vicinanza temporale dell’evento.

L’opera si trova al Musée d’Orsay di Parigi.

Dott.ssa Mara Vesco – Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale

 

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