Quel giorno Marco perse il lavoro

Marco perse il lavoro e per la prima volta nella sua vita si sentì un fallito.

All’improvviso il mondo smise di girare, la sua vita pareva essersi fermata.

Era successo tutto molto in fretta, l’accaduto lo aveva stordito e non riusciva a farsene una ragione.

Era come se un uragano si fosse abbattuto sulla sua esistenza, lasciando dietro di sé una montagna di macerie.

Una domanda non gli usciva dalla testa: perchè proprio a me? Lavorava in azienda da quindici lunghi anni, aveva sempre svolto il suo lavoro onestamente, con sacrifico e dedizione. Nel tempo gli avevano assegnato incarichi di maggiore responsabilità, ora invece di punto in bianco gli era arrivata la legnata: non avevano più bisogno di lui.

Perchè? Perchè? Perchè?

Ricordava ancora quel maledetto giorno, eccome se se lo ricordava. Il suo superiore lo aveva chiamato al telefono: “Venga in ufficio,ho bisogno di parlarle” aveva detto. Con poche parole e uno sguardo glaciale gli aveva consegnato la lettera, lui la prese e lesse quanto bastava per capire che lo stavano licenziando. Poi tornò in ufficio, stordito, impossibilitato a pensare, si risedette alla scrivania come se nulla fosse accaduto. Faceva, ma senza fare, la sua testa era altrove. Poi prese una scatola e radunò i suoi oggetti, fra lo sguardo incredulo dei colleghi.

Ora gli capitava di guardare al suo futuro senza vedere uno spiraglio di luce, e quando la sofferenza diventava insopportabile, piangeva.
Cosa ne sarebbe stato di lui? E della sua famiglia? E se non avesse trovato un altro lavoro?

Capita sempre più spesso di sentire storie come questa. E’ importante che le persone non si chiudano in sé stesse, ma condividano questi momenti di difficoltà con i propri cari, andando oltre l’imbarazzo e la vergogana.

Dalle situazioni più drammatiche possono nascere reti di solidarietà che permettono di trasformare i problemi della vita in momenti costruttivi, per nuovi e inaspettati progetti con altre persone, per migliorare o scoprire le proprie capacità.

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Mara Vesco

Sono una psicologa, mi appassionano le storie e le emozioni che accompagnano ogni vita, rendono unico ogni essere umano e il suo contesto familiare. Credo nel cambiamento e nell'importanza della comunicazione come strumento per migliorare la relazione con noi stessi e con gli altri. Lavoro da anni con le famiglie, in particolare mi occupo di disabilità visiva e di genitorialità. Seguimi su Google+