Come dialogare con un figlio adolescente: 5 consigli per te [+scheda pratica]

Quanto è difficile dialogare con un figlio adolescente?

Hai presente quelle situazioni in cui sei lì, di fronte al tuo pargolo (o pargola, se di fanciulla si tratta), con il desiderio di parlargli, non dico di intavolare una conversazione, ma di scambiare due parole, vorresti capire come sta, come vede il mondo, cosa combina a scuola, oppure hai delle cose importanti da dirgli.

Ecco, proprio quelle situazioni lì.

Tuo figlio è seduto dinanzi a te, anzi, per dirla alla Michele Serra, è “sdraiato” di fronte a te, sul letto, sul divano, anche se sta in piedi è “sdraiato”, per il modo che ha di porsi, di atteggiarsi; il suo sguardo è perso nel vuoto; tu domandi e lui ti risponde a monosillabi o si comporta in modo sgarbato.

Quante volte ti sei trovato a vivere questa esperienza?

Probabilmente a questa situazione hai reagito provando uno stato di preoccupazione.

O forse hai reagito provando uno stato di frustrazione.

Oppure hai sentito e mostrato uno stato di irritazione.

Questo succede perché ti sei coinvolto con impegno e desiderio e il risultato che hai ottenuto è diverso da quello sperato.

Come ben sai, gli adolescenti sono notoriamente restii a parlare con i loro genitori, infatti fa parte del loro “lavoro adolescenziale” mettere a dura prova la comunicazione con i genitori e con essa regole, valori e convinzioni, per differenziarsi e far emergere la loro identità.

Il punto è che hai di fronte a te una persona in profondo cambiamento, non è più il figlio che hai accudito fino a poco tempo fa, e senti che le certezze alle quali avevi fatto affidamento nella sua crescita, e alle quali ti eri aggrappato come solide e rassicuranti rocce, si sono sgretolate come sabbia umida al sole. Non per niente si parla di “crisi adolescenziale” che riguarda non solo la transizione del bambino verso la fase adulta della vita, ma che coinvolge parallelamente tutti i familiari: anche loro sono chiamati a transitare attraverso una vera e propria rivoluzione che li spinge ad inventare nuovi modi di percepirsi, di parlarsi, di stare insieme e di comportarsi.

Ecco allora che l’adolescenza è un momento di crisi e crescita familiare.

Detto questo, tornando alla situazione in cui stai parlando a tuo figlio, spesso il mix di stati d’animo di cui ti ho accennato sopra, sfociano nello stesso risultato.

Sai qual è?

Che perdi la pazienza, alzi la voce, il desiderio di dialogo si trasforma in un monologo o in uno scontro.

E tuo figlio reagisce con il solito “muro di gomma”, in sostanza non ti ascolta.

Così, il circolo dell’incomprensione può continuare all’infinito.

Ma allora come gestire queste situazioni?

Einstein diceva che la: “Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”.

Tuttavia, per COMPORTARSI IN MODO DIVERSO, bisogna innanzitutto riuscire a pensare, intuire, autorizzarsi a porsi in modo differente da come ci si è posti fino a quel momento.

Viceversa, continueremo a mettere in campo i soliti automatismi comportamentali.

Lascia che ti suggerisca una strada diversa che vuole essere una sorta di collante capace di tenere insieme le risorse di cui già disponi per costruire nuovi e più efficaci percorsi di dialogo.

ECCO 5 CONSIGLI UTILI PER GESTIRE AL MEGLIO LA COMUNICAZIONE CON UN FIGLIO ADOLESCENTE

1. Ascoltati: prendi nota di pensieri, sensazioni e domande collegate a ciò di cui vuoi parlare con tuo figlio.

Per prima cosa partiamo da un esercizio di pazienza, con te stesso/a.  Focalizza l’attenzione su di te, prendendo nota di sensazioni, pensieri e domande che vorresti fare a tuo figlio. Sospendi il giudizio, poniti con atteggiamento curioso nei confronti del dialogo e delle direzioni che prenderà.

2. Comunica con anticipo a tuo figlio quando parlerai con lui e quale sarà l’argomento della conversazione

Questo è un consiglio per quando hai qualcosa di importante da comunicare a tuo figlio. L’obiettivo è permettere sia a te che a lui di affrontare la conversazione con la giusta distanza emotiva, anziché dialogare spinti di forti emozioni come l’ansia, la paura, la rabbia ecc. Inoltre, darsi tempo, permette ad entrambi di raccogliere le idee e i pensieri utili ad argomentare il proprio punto di vista.

3. Gestisci le tue emozioni

Anche se senti di reagire alla situazione con rabbia e frustrazione, alzare il tono della voce o usare toni bruschi, non farà che mettere sulla difensiva tuo figlio, il quale sentendosi aggredito, molto probabilmente reagirà con un comportamento di “attacco/fuga”.  Queste condizioni non sono il contesto migliore per coltivare una buona comunicazione.

4. Presta attenzione alla comunicazione non verbale

Questo aspetto è molto importante perché riguarda il creare le condizioni migliori per farti ascoltare da tuo figlio. In sostanza, si tratta di non essere troppo diretto nel tuo comportamento. Prova ad esempio a non fissare troppo tuo figlio negli occhi mentre gli parli, infatti potrebbe interpretare in modo accusatorio o aggressivo uno sguardo troppo diretto. Essere entrambi coinvolti in altre attività come passeggiare insieme o stare seduti accanto in macchina, può aiutarvi a non incrociare troppo gli sguardi.

5. Attendi, concedi il tempo a te e a tuo figlio di riflettere su ciò che vi siete detti

Considera il dialogo con tuo figlio un processo in divenire. Non aspettarti subito una risposta da parte sua, dagli il tempo di riflettere su quello che vi siete detti, di mettere ordine fra i suoi pensieri e le sue emozioni, prima di riprendere il discorso. In questo modo gli infonderai fiducia nella sua capacità di riflettere sulle cose, comunicherai che le parole sono importanti e svilupperai in lui il senso di responsabilità.

Questi sono solo alcuni suggerimenti che possono tornarti utili per migliorare la comunicazione con tuo figlio adolescente.

Su questo tema puoi scaricare la “SCHEDA PRATICA” contenente un utile esercizio che ti permetterà di focalizzarti su questi cinque consigli quando ne avrai la necessità.

E tu come gestisci la comunicazione con tuo figlio adolescente?

Per approfondire:

Michele Serra – GLI SDRAIATI

Alberto Pellai – E ORA BASTA!

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Mara Vesco

Sono una psicologa, mi appassionano le storie e le emozioni che accompagnano ogni vita, rendono unico ogni essere umano e il suo contesto familiare. Credo nel cambiamento e nell'importanza della comunicazione come strumento per migliorare la relazione con noi stessi e con gli altri. Lavoro da anni con le famiglie, in particolare mi occupo di disabilità visiva e di genitorialità. Seguimi su Google+