Depressione e pensieri nella mente

I pensieri giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento della depressione.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale riconosce una corrispondenza tra i pensieri e le emozioni che viviamo. Pensieri negativi riconducibili alla rabbia inducono a provare rabbia. Pensieri negativi e spaventosi inducono a provare paura.
Facciamo l’esempio dell’ansia e della paura. I terapeuti cognitivisti hanno individuato nei loro pazienti l’esistenza di pensieri che riguardano la percezione di situazioni di minaccia o pericolo, unitamente ad un vissuto di mancanza di fiducia nella loro capacità di gestire ciò che percepiscono come minaccioso. Detto in altre parole, queste persone percepiscono che qualcosa di poco piacevole sta per accadere loro, ad esempio che non passeranno un esame. Allo stesso tempo, nutrono forti dubbi in merito alla loro capacità di gestire in modo efficace la minaccia rispetto alla quale si sentono in pericolo ( “Cosa farò? Non credo di potercela fare.”).

Inoltre, le persone con disturbi d’ansia, tendono ad essere eccessivamente sensibili rispetto a segnali provenienti dal loro corpo. Le sensazioni provenienti dal corpo vengono percepite come indicatori di una catastrofe imminente, ad esempio che si si avrà un attacco di cuore, oppure che si perderà il controllo o si impazzirà. Accade così che la mente immagina le possibili e peggiori conseguenze. Invece di pensare: “Va bene, questo è solo un giramento di testa…passerà presto”, la persona con disturbo d’ansia pensa:” Sta succedendo di nuovo. Forse sto avendo un attacco di cuore!”. I pensieri che inducono ansia non fanno altro che scatenare sensazioni fisiche sgradevoli, che vengono poi amplificate creando così un circolo vizioso di sensazioni corporee e pensieri d’ansia che in pochi minuti si conclude con un attacco di panico in piena regola.

Al contrario dei pensieri che inducono ansia, rivolti a un futuro di minacce incombenti, i pensieri negativi di natura depressiva riguardano delusioni e fallimenti passati. La persona che soffre di depressione appare bloccata in un passato di recriminazioni e percezioni negative di sé stessa (“Sono solo un perdente”). Anche la persona depressa, al pari della persona ansiosa, guarda al futuro, ma in esso vede uno specchio del passato, aspettandosi fallimenti e delusioni.
I pensieri di rabbia ruotano intorno alla percezione di un’ingiustizia subita (“Come ha potuto trattarmi in questo modo?”), unitamente ad un senso di indignazione (“Giuro che non ho intenzione di lasciarlo andare via così!”).

Di seguito una schematizzazione di alcuni pensieri scatenanti associati a vissuti di depressione. Diventare più consapevoli dei propri pensieri può essere il primo primo passo verso la loro sostituzione di questi pensieri con altri più adatti.

Pensieri scatenanti vissuti depressivi

Tema di fondo: percezione negativa di sé, del mondo in generale, e del futuro

Pensieri scatenanti:

Sto rovinando tutto

Mai niente funziona per me e non funzionerà mai

Cosa c’è di sbagliato in me? Perché non posso essere come gli altri?

Il mondo non mi piace

Nessuno mi ha mai voluto

Perché queste cose succedono sempre a me?

Altri pensieri che sollecitano rabbia

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Il mio pensiero

I pensieri negativi rappresentano solo uno dei sintomi della depressione. Altri sono l’ansia, l’agitazione, sensi di colpa, tristezza persistente, calo di interesse nello svolgere qualsiasi attività quotidiana, alterazioni dell’appetito, del sonno, della stanchezza.  Se correttamente diagnosticata, la depressione può essere curata nell’85% dei casi, prevenendo le conseguenze, anche gravi, derivanti da un mancato trattamento. Un aspetto fondamentale riguarda senz’altro la riduzione dei sintomi psichici, come i pensieri negativi, e fisici della depressione, migliorando le funzioni cognitive e le capacità relazionali. Nell’articolo viene presentato il ruolo giocato dai pensieri negativi nello scatenare e mantenere i vissuti depressivi.

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Mara Vesco

Sono una psicologa, mi appassionano le storie e le emozioni che accompagnano ogni vita, rendono unico ogni essere umano e il suo contesto familiare. Credo nel cambiamento e nell'importanza della comunicazione come strumento per migliorare la relazione con noi stessi e con gli altri. Lavoro da anni con le famiglie, in particolare mi occupo di disabilità visiva e di genitorialità. Seguimi su Google+