Bambini con disabilità visiva e lavoretti domestici, alcuni consigli

In tema di lavoretti domestici lo psicologo Richard Weissbourd nel libro “The Parents we mean to be” sostiene che siano utili perché insegnano ai bambini ad empatizzare con i bisogni delle persone.

Possiamo anche immaginare che svolgere una piccola faccenda domestica migliori il senso di autostima e di responsabilità dei bambini.

Dunque, come regolarsi rispetto a questo tipo di attività?

Esistono delle strategie utili?

Troverete di seguito la risposta a queste e ad altre domande.

Ho letto di recente un articolo molto interessante su questo tema, dal quale ho tratto l’idea di scrivere questo approfondimento. Nelle righe che seguono vi propongo alcune indicazioni da tenere a mente nella situazione in cui il bambino sia portatore di una disabilità visiva.

Bambini con disabilità visiva e lavoretti domestici: 8 consigli.

1. CONCEDETE AL VOSTRO BAMBINO IL TEMPO NECESSARIO AD IMPARARE le azioni da compiere per portare a termine la faccenda domestica. Cercare anche di rendere divertente il lavoretto, coinvolgendolo in un piccolo gioco di squadra.

2. AIUTATELO A MEMORIZZARE I PASSI NECESSARI PER PORTARE A TERMINE IL COMPITO. Guidatelo paso passo, fino al compimento del risultato finale atteso. Ad esempio, se il compito assegnato è quello di svuotare la lavastoviglie, potete aprire lo sportello dell’elettrodomestico insieme a lui/lei, insieme tirar fuori i piatti e sistemarli nella credenza, lasciando nell’elettrodomestico i bicchieri e le posate. Seguitelo mentre ritirare le posate, ma lasciate che si occupi da solo dei bicchieri. Così facendo lo rinforzerete nella sua autostima e il bambino, a compito concluso, ne ricaverà una sensazione di efficacia personale.

3. QUANDO IL BAMBINO AVRA’ IMPARATO DOVE RIPORRE GLI OGGETTI, ad esempio, i bicchieri, e svolge il compito in modo sicuro, potete procedere con l’insegnarli altri compiti, ma sempre uno alla volta.

4. RENDERE GLI OGGETTI FACILMENTE INDIVIDUABILI. Se, ad esempio, la faccenda domestica riguarda il dare da mangiare al gatto, e il bambino è ipovedente, accertatevi che il colore della ciotola sia in contrasto con il colore del pavimento. Si tratta di una piccola accortezza che preserva il bambino da un eccesso di distrazioni visive, così come il un’illuminazione supplementare aiuta il bambino a portare a termine il compito. Se il bambino è non vedente è bene che trovi il cibo del gatto sempre nello stesso posto, facilmente raggiungibile.

5. SE IL BAMBINO UTILIZZA MOLTO IL SENZO DEL TATTO proponigli attività che possono essere portate a termine soprattutto ricorrendo a questa modalità sensoriale, ad esempio, ricorrere ad oggetti facilmente identificabili anche attraverso l’ausilio di etichette tattili costruite su misura. Se la faccenda domestica consiste nel pulire il tavolo dopo i pasti con uno strofinaccioo umido, assicuratevi che sappia dove trovare lo strofinaccio, posizionatelo sempre nello stesso posto, eventualmente applicate sullo strofinaccio un’etichetta tattile.

6. COSTRUITE UNA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA E TATTILE DELLE AZIONI da compiere per portare a termine l’attività. La rappesentazione tattile aiuta il bambino a costruirsi una mappa mentale del percorso da compiere.

7. DATE AL BAMBINO UN RIMANDO REALISTICO DEL RISULTATO OTTENUTO. Lodatelo e rinforzatelo rispetto alle azioni portate a termine e comunque per l’investimento di impegno e buona volontà. Al tempo stesso spiegategli in che cosa può migliorare. Non scoraggiarsi se ci vuole tempo per fargli completare un lavoro di routine, siate pazienti.

8. SE IL BAMBINO NON SVOLGE LA FACCENDA DOMESTICA ASSEGNATA, chiedetevi perchè. E’ insicuro rispetto al compito? Non ha a disposizione tutto il materiale necessario? Ha capito il senso dell’attività? Le motivazioni possono essere diverse, parlategli con franchezza, cercando di capire il significato del suo comportamento.

Ti è stato utile questo articolo per capire come insegnare a svolgere delle piccole faccende domestiche a un bambino con disabilità visiva? Hai altri consigli da dare? Scrivimi, sarò felice di leggere la tua esperienza.

Per ulteriori approfondimenti leggete l’articolo in originale.

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Mara Vesco

Sono una psicologa, mi appassionano le storie e le emozioni che accompagnano ogni vita, rendono unico ogni essere umano e il suo contesto familiare. Credo nel cambiamento e nell'importanza della comunicazione come strumento per migliorare la relazione con noi stessi e con gli altri. Lavoro da anni con le famiglie, in particolare mi occupo di disabilità visiva e di genitorialità. Seguimi su Google+